Progetti

SERRA-LAB

SERRA-LAB (Studio E Ricerca dell’Effetto delle Piante sulla Qualità dell’Aria e della loro Risposta agli Stress da Inquinamento Atmosferico in LABoratorio).   L’utilizzo di infrastrutture verdi per mitigare l’inquinamento atmosferico nelle aree urbane è un approccio riconosciuto a livello globale. Nonostante tutto, rimangono dubbi nella quantificazione degli effetti e nella scelta delle piante da utilizzare. Infatti, i risultati degli studi scientifici fino ad ora condotti sono ambigui e poco comparabili a causa dell’assenza di un approccio sperimentale univoco. Inoltre, pochi sono i

MOBILES

Monitoraggio e mappatura di contaminanti biotici e abiotici mediante sensori basati su dispositivi elettronici, piante e microrganismi – MOBILES Lo sviluppo di test in situ o biosensori per il monitoraggio di agenti patogeni, contaminanti chimici emergenti (CEC) e i chimici mobili e persistenti (PMC) nell’aria, nel suolo e nell’acqua rimane una necessità critica per il controllo delle contaminazioni e la prevenzione delle infezioni, e un obiettivo purtroppo ancora da raggiungere. In questo contesto Il consorzio Mobiles mira a sviluppare e integrare

HYDRO FERN per la depurazione delle acque

Hydro Fern è un sistema di fitodepurazione che mira alla dearsenificazione e al recupero di acqua potabile, acqua piovana ed acque reflue. Il progetto prevede la realizzazione del prototipo del modulo Hydro Fern che sfrutta le tecnologie di coltivazione idroponica e la capacità della felce perenne Pteris vittata di rimuovere rapidamente l’arsenico dall’acqua. Il prototipo consiste in un modulo scalabile per la coltivazione verticale di piante che filtrano l’acqua in condizioni controllate, ottimizzando lo spazio e massimizzando l’efficienza di rimozione dell’arsenico. I risultati

Fitorimedio assistito di sostanze perfluoroalchiliche mediante canapa industriale

Il progetto “Fitorimedio assistito di sostanze perfluoroalchiliche mediante canapa industriale: analisi molecolari e metodi analitici innovativi e non invasivi” mira a valutare il potenziale della canapa (Cannabis sativa) nella rimozione degli PFAS, integrando approcci multidisciplinari: 1. Analisi dello sviluppo delle piante e valutazione della produzione di biomassa, utilizzando metodi coltura diversi (coltura in vitro, crescita in idroponica e mesocosmo) in presenza di PFAS. 2. Analisi di espressione genica combinate a saggi di epigenetica per identificare i geni chiave coinvolti nella risposta agli

Aridification

DROMEDAR

Il progetto DROMEDAR (Future DROught and Aridification in the MEDiterranean and ecological impacts) si concentra sulle siccità nel Mediterraneo e sui loro impatti sugli ecosistemi terrestri. L’obiettivo è identificare i meccanismi fisici su larga scala responsabili di eventi prolungati, andando oltre la variabilità interna, per valutare in modo affidabile la loro evoluzione nelle prossime decadi. Si prevede un’intensificazione delle siccità, sebbene vi sia meno consenso sulla loro frequenza futura. Il progetto analizza i cambiamenti statistici delle siccità meteorologiche nel XX

CLIMA

STIGE – CLIMAQUIFERI

Grazie alla loro intrinseca stabilità termica, gli ecosistemi delle acque sotterranee rappresentano potenti modelli per lo studio comparativo della biologia del cambiamento globale. Questi fragili ambienti sono minacciati da fattori di origine antropica che possono disturbare le comunità di stygofauna (i.e. invertebrati acquatici, principalmente crostacei, abitanti le acque sotterranee) e favorire la colonizzazione delle acque sotterranee da parte di animali di superficie. La comprensione meccanicistica dell’uso dell’energia e dei modelli di utilizzo delle risorse degli organismi che vivono all’interfaccia tra habitat

Canis lupus

HIC SUNT LUPI

L’area del Salento, nella parte meridionale della regione Puglia, sta vivendo una significativa re-colonizzazione del lupo (Canis lupus) dopo secoli di assenza, suscitando un notevole interesse ecologico ed economico. I frequenti avvistamenti e gli attacchi al bestiame indicano una presenza stabile del lupo, sfidando l’ipotesi di avvistamenti sporadici. Il Salento è una zona densamente popolata dove gli agro-ecosistemi e gli insediamenti urbani lasciano le aree naturali in una posizione residuale. Questo crea un contesto peculiare, dove la presenza di un

BioMaster

BIOaerosol Monitoring And classification: development of a Standardized procedure by integrating different data (BIO-MASTER) La popolazione umana è costantemente esposta a una vasta gamma di bioaerosol presenti nell’atmosfera, che rappresentano uno dei rischi ambientali per la salute più significativi a livello globale. La recente pandemia di COVID-19 ha evidenziato l’importanza di studiare la trasmissione aerea, poiché costituisce una delle principali vie di diffusione delle infezioni su scala mondiale. Il progetto BIO-MASTER PRIN ha l’obiettivo di sviluppare un protocollo standardizzato per il campionamento,

Genomica della conservazione del camoscio appenninico

Il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) è una sottospecie endemica dell’Appennino centrale, considerata una delle più rare e minacciate popolazioni di camoscio in Europa. Dopo aver subito un drastico declino nel XX secolo, gli sforzi di conservazione hanno permesso un parziale recupero della popolazione, ma le dimensioni ridotte e l’isolamento geografico continuano a rappresentare una minaccia per la sua sopravvivenza a lungo termine. Questo progetto mira a: Analizzare la diversità genetica e la struttura delle popolazioni di camoscio appenninico utilizzando il metodo

Campionamenti castoro

The beaver’s legacy

Il progetto “The Beaver’s Legacy” esplora il ruolo del castoro eurasiatico (Castor fiber) nella conservazione della biodiversità e nella gestione degli ecosistemi in due contesti ecologici e sociali distinti. In Italia, la recente ricomparsa del castoro ha evidenziato benefici significativi per la biodiversità, con un impatto positivo su flora, fauna e qualità dell’acqua, ma ha anche sollevato interrogativi sulla gestione a lungo termine della specie. In Slovacchia, dove il castoro è presente da decenni, il progetto affronta