
MYNA-OUT
Data Fine 28/02/2027
Email Referente emiliano.mori@cnr.it
Il progetto “MYNA-OUT: Italy’s initiative for a myna-free future” mira all’eradicazione della maina comune (Acridotheres tristis) dal territorio italiano nelle fasi iniziali della sua invasione. L’iniziativa è coordinata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (CNR-IRET), finanziata dalla International Union for Conservation of Nature (IUCN) nell’ambito del fondo europeo per la risposta rapida alle specie aliene invasive. Il progetto ha una durata di dodici mesi, da aprile 2026 a marzo 2027, e si concentra principalmente nella regione Campania, nelle province di Caserta e Salerno.
La maina comune è una specie aliena invasiva inserita nella lista delle specie di interesse dell’Unione Europea e attualmente presente in Italia con popolazioni molto limitate. I monitoraggi più recenti indicano infatti l’esistenza di due piccole popolazioni riproduttive per un totale stimato di circa trenta individui. Questa situazione rappresenta una fase precoce dell’invasione, che offre un’opportunità favorevole per intervenire rapidamente prima che la specie aumenti di numero e si diffonda su scala più ampia. In altre aree del mondo, infatti, la maina ha dimostrato una grande capacità di adattamento e di espansione, con effetti negativi sulla biodiversità locale. Tra i principali impatti segnalati vi sono la competizione aggressiva con gli uccelli autoctoni per i siti di nidificazione, la predazione di uova e pulcini e la possibile diffusione di patogeni.
L’obiettivo principale del progetto è creare una struttura coordinata di esperti e istituzioni in grado di individuare, monitorare ed eliminare la specie dal territorio nazionale, fornendo allo stesso tempo strumenti operativi alle autorità competenti per la gestione di future invasioni biologiche. Le attività previste comprendono il monitoraggio sistematico delle aree in cui la specie è stata segnalata, la raccolta e l’analisi dei dati di distribuzione, l’uso di trappole selettive per la cattura degli individui e, quando necessario, la rimozione dei nidi durante la stagione riproduttiva per impedire la produzione di nuovi individui. Tutte le operazioni saranno condotte nel rispetto delle normative nazionali e delle linee guida etiche sul benessere animale.
Il progetto include anche analisi genetiche volte a determinare l’origine delle popolazioni presenti in Italia e a chiarire le possibili vie di introduzione, come il commercio di animali da compagnia o fughe da cattività. Parallelamente sarà rafforzato un sistema di rilevamento precoce basato sulla collaborazione tra ricercatori, autorità locali, cittadini e gruppi di appassionati di ornitologia. Attraverso attività di comunicazione, formazione e citizen science, i cittadini saranno coinvolti nella segnalazione di eventuali avvistamenti, contribuendo così al monitoraggio e alla prevenzione di nuove introduzioni.
Se le azioni previste avranno successo, entro la fine del progetto sarà possibile rimuovere tutti gli individui conosciuti nelle aree interessate e confermare l’assenza della specie attraverso monitoraggi successivi. Inoltre, almeno duecento persone tra cittadini, studenti, amministratori locali e birdwatcher saranno coinvolte in attività di sensibilizzazione e formazione. In questo modo il progetto non solo punta a eliminare la maina comune dal territorio italiano, ma anche a creare un modello operativo per la gestione tempestiva di altre specie aliene invasive che potrebbero arrivare in futuro.
