BiOfficine Suolo

rametti di rosmarino in un mortaio

BiOfficine Suolo

Data Inizo 14/01/2026
Data Fine 14/01/2029
Referente Isabel Nogués
Email Referente mariaisabel.noguesgonzalez@cnr.it

L’idea progettuale di BiOfficine Suolo – Sviluppo di un sistema di coltura BIOlogica di piante OFFICINali per aziende agricole con SUOLi a scarsa fertilitàprevede lo sviluppo di un sistema di coltivazione biologica di specie officinali in terreni interessati da marginalità dovuta a fertilità ridotta. Il sistema, che prevede l’uso di varietà spontanee di piante officinali e di un mix biochar/compost in terreni a bassa fertilità, permetterà di diversificare la produzione delle aziende agricole coinvolte introducendo colture ad alto valore aggiunto e, nel contempo, garantirà una gestione sostenibile a livello aziendale con un recupero della qualità del suolo.

Il progetto prevede una fase iniziale di selezione e propagazione di varietà officinali spontanee e la successiva introduzione di tali varietà in due aziende agricole che hanno dato disponibilità di terreni, al fine di sperimentare l’efficacia di modelli colturali diversi.

Durante la fase sperimentale verranno monitorati le caratteristiche del suolo e lo stato eco-fisiologico delle piante. Alla fine del ciclo colturale verrà esaminata la produttività di ogni specie in termini sia quantitativi che di qualità del prodotto trasformato (olio essenziale). Una porzione della biomassa raccolta verrà utilizzata per la preparazione di fitocomplessi ad azione fitostimolante autoprodotti in ogni azienda. Gli scarti di produzione verranno utilizzati per produrre compost. A completamento dell’attività verrà testata l’efficacia dei fitostimolanti prodotti su coltivazioni ortive e valutato l’effetto dei trattamenti sulla fertilità del suolo. Verrà valutata la qualità del suolo attraverso l’indice QBS-ar e analisi di metabarcoding.

L’obiettivo del progetto è di sviluppare e diffondere un sistema di coltura biologica di piante aromatiche e officinali che permetta alle aziende di differenziare le proprie produzioni attivando una nuova coltivazione ad alto valore aggiunto in terreni agricoli difficilmente utilizzabili a causa della scarsa fertilità del suolo.

Partner del progetto è il CREA-IT, Ingegneria e trasformazioni Agroalimentari, della sede di Monterotondo e i ricercatori coinvolti sono Claudio Beni ed Enrico Santangelo.

Le aziende coinvolte sono Fonte Migone (Lazio) e Agri-Bio Silla (Sardegna).

Il progetto prevede anche la partecipazione della Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa.

 

CREDITS: la foto usata è esente da royalty e proviene dal sito Pexels, autrice Victoria Bowers.

Progetto finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – MASAF.  logo del MASAF