Collaborazione scientifica tra il CNR-IRET e il Parco dei Castelli Romani

versanti boscosi che degradano verso la riva di un lago

Nel mese di novembre 2025 è stato sottoscritto un accordo di collaborazione scientifica tra il CNR-IRET e il Parco regionale dei Castelli Romani per l’avvio del progetto di ricerca “Monitoraggio della chirotterofauna nel Parco regionale dei Castelli Romani”.

All’interno di diverse aree del Parco, inclusi tutti i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), verranno installati registratori ad ultrasuoni capaci di rilevare la presenza e l’attività delle specie di chirotteri. Questi dispositivi consentono di registrare gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli durante le fasi di orientamento e di caccia”, spiegano Paolo Colangelo e Giorgia Castiello, ricercatori del CNR-IRET e responsabili del progetto, che aggiungono: “Questa ricerca contribuirà a migliorare le conoscenze sulla biodiversità del Parco e fornirà importanti indicazioni sulle eventuali misure di conservazione necessarie a preservare queste specie, le quali svolgono un ruolo fondamentale offrendo significativi servizi ecosistemici alla comunità del Parco”.

La tutela e la conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario, in particolare quelli più vulnerabili, rappresentano compiti fondamentali per un’area naturale protetta, con l’obiettivo di mantenere gli equilibri ecosistemici. I chirotteri, in particolare, sono riconosciuti come indicatori ecologici e “specie ombrello”, poiché la loro protezione contribuisce alla salvaguardia di molte altre specie legate agli stessi ambienti. Il monitoraggio riveste dunque un ruolo essenziale per acquisire dati aggiornati sullo stato di salute delle popolazioni di pipistrelli e per attuare azioni mirate a mantenere condizioni ambientali idonee alla loro presenza e riproduzione.

Il monitoraggio dello stato di conservazione delle specie, animali e vegetali, e degli habitat di interesse comunitario costituisce inoltre uno degli obblighi più rilevanti derivanti dalla Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat). Tra i siti maggiormente significativi per lo svernamento dei chirotteri nel territorio del Parco regionale dei Castelli Romani spicca l’Emissario del Lago di Nemi, che ospita 8 specie, pari a circa il 35% di quelle rilevate nella Provincia di Roma, alcune delle quali incluse negli allegati II e IV della direttiva.

“Il protocollo d’intesa stipulato tra l’Ente Parco Castelli Romani e il CNR-IRET estende e rafforza l’attività di rilevamento già svolta dal personale tecnico dell’Ente – commenta l’avv. Ivan Boccali, presidente dell’Ente Parco – con la finalità di realizzare attraverso l’utilizzo di strumentazione specifica ulteriori monitoraggi acustici passivi e attivi nel periodo di maggiore attività dei chirotteri (primavera – estate) e censimenti delle specie ibernanti, nel periodo invernale, e per aggiornare le conoscenze sulla chirotterofauna presente nel Parco regionale dei Castelli Romani e nelle aree protette affidate in gestione all’Ente Parco”.

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