Biodiversità, l’asse Italia-Cina è più forte

Biodiversità, l'asse Italia-Cina è più forte

Si è concluso a Napoli, lo scorso 28 marzo, il terzo Convegno sino-italiano sulla biodiversità. Tre giorni di confronto tra il National Biodiversity Future Center (NBFC) e l’Accademia cinese delle scienze (Chinese Academy of Sciences, CAS) che hanno confermato come la collaborazione tra Italia e Cina sul terreno della biodiversità sia ormai uscita dalla fase esplorativa per entrare in una dimensione decisamente più strutturata. Ad avvalorare questa tesi non soltanto il livello della partecipazione, con una delegazione di circa quaranta scienziati provenienti dalla Cina, ma la natura stessa dei temi affrontati e la traiettoria indicata dai due partner. Il convegno ha messo insieme biodiversità marina, terrestre e urbana, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, decarbonizzazione, restauro degli ecosistemi e nuove norme ambientali. Un’agenda ampia, che racconta bene come la biodiversità non sia più considerata una materia confinata alla tutela naturalistica, ma uno snodo che incrocia ricerca applicata, capacità di monitoraggio, formazione avanzata e trasferimento dell’innovazione.

La collaborazione tra NBFC e CAS, avviata alla fine del 2023 e poi formalizzata con accordi operativi, si è progressivamente consolidata attorno a gruppi di lavoro congiunti, scambi di competenze e progetti condivisi.